Pubblicato il 11/04/2016

Stato, Associazioni, Comuni, chi guadagna dalla Bolkestein?

Stato, Associazioni, Comuni, chi guadagna dalla Bolkestein?

Scopri con noi chi ha veramente un interesse economico nell'applicare la direttiva Bolkestein agli ambulanti...


Facciamo un po' di conti in tasca a chi è coinvolto nella direttiva Bolkestein.

Stato

Il primo vantaggio economico dello Stato lo abbiamo già accennato nella prima notizia di questo sito, cioè, le marche da bollo sulle domande e sulle concessioni, calcolando 2 marche da bollo da € 16,00 per posteggio, una media di 5 posteggi per ambulante e circa 200.000 esercenti in tutta Italia il conto è presto fatto: €16,00 x 2 x 5 x 200.000 = € 32.000.000,00 arrotondiamo per difetto a circa 30 Milioni di Euro.
Questa cifra, anche se in minima parte viene divisa con i comuni, è tuttavia considerevole, e va contato il fatto che essendo stato rimosso il rinnovo automatico delle concessioni fra 9-12 anni ci troveremo a versarla nuovamente.

Cominciamo a fare il conto dei costi medi per operatore.
€ 16,00 x 2 x 5 = € 160,00

In aggiunta a questo non possiamo ignorare che attualmente circa il 5% dei posteggi sono concessi in affitto dai rispettivi proprietari, e, se nulla cambia nella normativa, prima del 2017 dovrebbero essere annullati gli affitti (onde evitare il rischio che l'affittuario ottenga la concessione al posto del proprietario), ed eventualmente ri-affittare il posteggio una volta rinnovata l'autorizzazione.
In termini di incassi per lo Stato, se consideriamo circa € 100,00 quanto percepito come tasse per ogni operazione notarile di questo tipo, per le due operazioni (recesso e successivo ri-affitto) l'importo è di circa 10 Milioni di Euro.
Ovviamente le cifre che ho indicato sono riferite a stime personali sulla parte di tasse che lo Stato trattiene per ogni atto, non comprensive dei costi notarili che sono ben più alti, all'incirca fra i 300,00 e i 500,00 Euro per operazione.

Per chi ha posteggi in affitto il costo medio per ogni concessione è € 400,00 x 2 = € 800,00

Associazioni

Ufficialmente le associazioni di categoria non dovrebbero aver alcun riscontro economico da questa situazione...però... Analizziamo bene la situazione: attualmente in numero di esercenti realmente iscritto ad una qualsiasi associazione è piuttosto basso, nella mia zona non credo che arrivino neanche al 10% dei commercianti (la stima è personale, se qualche associazione vuole dare dati più precisi è ben accetta).
Per svolgere tutte le pratiche relative alle nuove domande per le concessioni dopo l'attuazione della Bolkestein si dovrà passare quasi obbligatoriamente tramite le varie associazioni attive sul territorio, in quanto sono quelle meglio informate sulle norme e sulle procedure.
Di conseguenza nel 2017 quasi la totalità dei commercianti ambulanti dovrà iscriversi ad un'associazione (non è un obbligo di legge, ma presentare le domande da soli, specialmente se non ben informati vuol dire correre il rischio di perdere il posteggio).
Stimado a circa il 180.000 il numero di ambulanti che si iscriverà alle associazioni a causa della Bolkestein (cioè il 90% del totale) e tenendo conto che il costo di associazione è in media di € 140,00, possiamo dire che il loro guadagno sarà circa € 140 x 180.000 = € 25.200.000,00 in pratica circa 25 Milioni di Euro che si divideranno le varie associazioni.

Quello economico non è il solo vantaggio per le associazioni. Anche il fatto di avere un numero alto di iscritti gli permetterà di avere un maggior potere contrattuale con le amministrazioni e di accedere ad agevolazioni e a fondi prima inarrivabili, ovviamente il tutto a vantaggio degli ambulanti iscritti.

Il costo ad esercente di questa iscrizione è di circa € 140,00
Il che sommato al costo delle domande porta la nostra spesa per il momento a € 300,00

Comuni

Per quanto riguarda i comuni la situazione è ben diversa, se escludiamo una piccola percentuale dell'importo delle marche da bollo incassate, le amministrazioni non hanno alcun ritorno economico diretto dall'attuazione della direttiva Bolkestein, se seguono quanto indicato dall'Intesa Stato-Regioni, anzi dovranno affrontare il costo del personale addetto alla raccolta e all'analisi delle domande di concessione, oltre a quello di istruire gli addetti sulle nuove normative.
Qui mi sorge un grandissimo dubbio: i comuni, già provati da crisi di bilancio, accetteranno questa situazione senza tentare di incassare qualcosa?
Temo che ci saranno due tipi di reazione diversa, a secona del valore effettivo dei posteggi nel mercato, cioè i comuni con mercadi di poco valore, che già hanno problemi ad assegnare i posti vacanti penso che accetteranno la situazione, ivi compreso il regolamento proposto dall'Intesa unificata, e come risarcimento al massimo potrebbero aumentare il costo del plateatico.
Nel caso di amministrazioni che hanno la fortuna di avere mercati importanti e dove i posteggi hanno un valore alto c'è il rischio che rifiutino le regole per l'assegnazione legate all'anzianità e decidano allo scopo di "fare cassa" di effettuare delle vere e proprie aste, o, nel migliore dei casi, potrebbero mettere una sorta di tassa extra per la presentazione della domanda di concessione!

Queste ultime sono solo mie supposizione, mi auguro che non si dimostrino veritiere e che le amministrazioni si ricordino che i Mercati Cittadini sono in primo luogo un servizio per i cittadini, che, caso forse unico fra i servizi municipali, non solo al comune non costa, ma anzi grazie ai plateatici porta soldi nelle casse.

Conclusioni

Tirando le somme abbiamo visto che dall'applicazione delle leggi legate alla direttiva Bolkestein a guadagnarci sono principalmente lo Stato e le Associazioni.
Le amministrazioni comunali saranno invece messe davanti ad una scelta difficile, cioè rimetterci tempo e soldi salvando lo stato attuale dei mercati o tentare con delle aste publiche che potrebbero portare alla rovina dei mercati stessi.
La cosa certa è che a sborsare alla fine dei conti siamo sempre noi commercianti, con una spesa a testa che va da un minimo di € 300 sino a cifre da capogiro in caso di aste per i posteggi.